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Chi soffre di emicrania è a maggior rischio di ictus cerebrale o infarto del miocardio?
L’emicrania è una malattia ad andamento cronico, intermittente, caratterizzata da un dolore pulsante , intenso, a sede soprattutto unilaterale accompagnata da sintomi quali la nausea o il vomito, la fotofobia e la fotofobia. In Italia colpisce il 18% delle donne e il 6% degli uomini, con un picco di prevalenza in entrambi i sessi nei primi 40 anni di vita. L’ictus ischemico cerebrale è un evento che presenta una frequenza maggiore manifestandosi nel 2 per 1000 soggetti per anno, soprattutto nel sesso maschile (rapporto M:F 2 a 1), con età media 70 anni.
Il rischio di sviluppare un ictus nelle donne emicraniche resta relativamente basso se pensiamo che 19 donne per 100000/anno ne sono colpite; ma la tipologia dell’emicrania sembra avere un ruolo importante nell’aumentare il rischio di eventi vascolari; infatti nella forma con aura* il rischio si presenta maggiore rispetto alla forma senz’aura. Nella tabella 1 vengono riportati i risultati di studi che evidenziano, in donne di età compresa tra i 35-45 anni, un rischio di presentare ischemia cerebrale fino a 6-8 volte maggiore quando è presente l’aura emicranica.
Tabella 1. Rischio di ictus ischemico nell’emicrania con e senz’aura
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Autore |
Odds Ratio*
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Henrich and Horwitz (1989) Tzourio et al (1995) Carolei et al (1996) Chang et al (1999) Kurth et al (2005) Stang et al (2005) Etminan et al (2005) |
1,3 - 2,6 3 - 6,2 1 - 8,6 2 -3,81 1,8 - 2,25 0,82 - 2,81 1,56 - 2,88 |
Il rischio sembra però aumentare in entrambe le forme per la presenza di alcuni fattori, quali l’assunzione di contraccettivo orale, il fumo, anomalie cardiache, ma soprattutto se questi sono combinati tra loro; infatti nelle donne emicraniche che fumano e assumono la pillola il rischio di un ictus può aumentare fino a 34 volte [tabella 2].
Tabella 2. Rischio di ictus ischemico nell'emicrania in funzione di alcuni fattori
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Fattore di rischio |
Odds Ratio |
Autore |
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Emicrania + CO |
13,9
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Tzourio et al 1995
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Emicrania + fumo |
10,9
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Tzourio et al 1995
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Emicrania + CO + fumo |
34,4 |
Chang et al 1999 |
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Emicrania con aura + FOP |
4,72 |
Karttunen et al 2003 |
CO: Contraccettivo Orale; FOP: Forame Ovale Pervio
Sulla base di queste premesse ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di
Boston hanno pubblicato in due recenti articoli i risultati di uno studio di popolazione,
prospettico condotto su 27840 donne di età
> 45 anni, che analizzava l’associazione tra emicrania con e senz’aura e le principali
malattie vascolari ischemiche, cerebrali e cardiache, per un periodo osservazionale di 10 anni [
JAMA july 2006;296:283-291; BMJ 2008;337:a36].
Nel primo articolo venivano osservate 5125 donne con storia di emicrania; di queste
3610 avevano un’emicrania attiva e 1434 con aura. Nel corso dei 10 anni di osservazione si
manifestavano 580 eventi cardiovascolari. Come è mostrato nel grafico 1, le donne con
emicrania con aura (colonne rosa) presentavano un rischio maggiore per eventi cardiovascolari
(CV) rispetto alle donne con emicrania senz’aura (colonne azzurre) (OR 2,15 versus 1,23), non
solamente per l’ictus ischemico cerebrale (OR 2,05 versus 1,27), ma anche per eventi di natura
coronarica, quali l’infarto del miocardio (OR 2,08 versus 1,22) e l’angina (OR 1,74 versus 1,12),
sottolineando la natura polidistrettuale della correlazione tra emicrania con aura e patologie
vascolari.
Grafico 1. Emicrania e rischio per malattie cardiovascolari
CV: CardioVascolari; IMA: Infarto del Miocardio
I meccanismi dell’associazione della forma con aura con un profilo di rischio
cardiovascolare sfavorevole appaiono complessi: nella donna emicranica è stata osservata un’a
umentata frequenza di disturbi della funzionalità piastrinica, di difetti genetici della
coagulazione (in particolare l’emicrania con aura è stata associata al genotipo C677T del gene
MTHFR) e di alcune patologie cardiache (FOP, aneurisma interatriale, prolasso della valvola
mitrale), correlati ad un aumentato rischio tromboembolico. È stato così ipotizzato che l’e
micrania, in particolare quella con aura, possa indurre un vasospasmo o alterazioni dell’endotelio
dei vasi, o una condizione di aumentata coagulabilità del sangue, che possano favorire un evento
cardiovascolare.
Il secondo articolo riportava quale era l’entità del rischio di ictus ischemico ed infarto
del miocardio secondo la scala Framingham**. Nelle donne emicraniche senz’aura non vi erano
risultati significativi; mentre nelle donne con aura (n 1418) con un basso punteggio della
scala di Framinghan (<1), cioè con bassa probabilità di sviluppare una evento cardiovascolare,
il rischio di ischemia cerebrale (colonne rosse) aumentava di circa 4 volte, ma non quello di avere
un infarto (colonne blu), che risultava di poco aumentato (OR 3,88 versus 1,20). Al contrario, più
aumentava il punteggio della scala per la presenza di più fattori di rischio (>10), l’emicrania
con aura non rappresentava più un fattore determinante l’insorgenza di un ictus, mentre il rischio
di un infarto miocardico appariva più elevato (OR 1 versus 3,34) [Grafico 2].
Gli autori concludevano che un più elevato rischio di eventi vascolari ischemici è presente
in giovani donne emicraniche con aura, le quali hanno la stessa probabilità di avere un infarto del
miocardio rispetto alle donne senza emicrania.
Grafico 2. Rischio di ictus ischemico e infarto del miocardio (ima)
nell’emicrania con aura
Ma negli uomini emicranici c’è lo stesso rischio?
Un studio analogo al precedente [
Arch Intern Med. 2007;167:795-801], è stato condotto su una popolazione di 20084 uomini,
di età compresa tra i 40 e gli 80 anni, dei quali 1449 riferivano un’emicrania (7,2%); non erano
disponibili informazioni riguardo la forma con aura. Dal momento che la prevalenza di emicrania è
minore negli uomini rispetto alle donne, veniva deciso un periodo osservazionale più lungo di 16
anni, durante il quale si manifestavano 2236 eventi vascolari. I soggetti con emicrania (colonne
rosa) rispetto a coloro senza emicrania (colonne azzurre) presentavano un rischio
significativamente maggiore di eventi cardiovascolari.
Grafico 3. Emicrania e rischio per malattie cardiovascolari
CV: CardioVascolari; IMA: Infarto del Miocardio
Il rischio appariva aumentato del 42% per l’infarto miocardico, mentre non era
significativo per l’ictus ischemico e l’angina.
L’associazione con il fumo e l’ipertensione arteriosa non modificava sostanzialmente il
rischio di CV; mentre il rischio di ictus ischemico cambiava significativamente in relazione all’e
tà che aumentava dell’84% per i soggetti di età compresa tra i 40 e i 55 anni, mentre non era
significativo nelle età successive.
Nota. Dal momento che chi soffre di emicrania, in particolare della forma con aura, ha una maggiore probabilità di manifestare malattie cerebro-cardiovascolari, sia il medico che il soggetto emicranico dovranno tenere più in considerazione tutti quei fattori che ne aumentano il rischio per permettere una corretta prevenzione e un’adeguata strategia terapeutica.
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FATTORI DI RISCHIO PER INFARTO DEL MIOCARDIO |
FATTORI DI RISCHIO PER ICTUS ISCHEMICO CEREBRALE |
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Valori elevati di pressione
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Valori elevati di pressione
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*Emicrania con aura. Si parla di emicrania con aura quando si manifestano sintomi
transitori ( aura ) rappresentati da disturbi visivi (annebbiamento della vista, zig-zag luminosi,
scomparsa di parte del campo visivo), disturbi della sensibilità (addormentamento o formicolio di
un braccio e/o di metà del viso), disturbi della parola (incapacità a trovare i vocaboli per
esprimersi) che durano da un minimo di 5 ad un massimo di 60 minuti e sono seguiti poi, alla loro
scomparsa, dal dolore emicranico.
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Odds Ratio è una misura che serve a quantificare l’associazione tra un fattore di rischio
ed una specifica malattia.
*** Il punteggio della
scala FRAMINGHAM classifica il rischio vascolare assegnando un punteggio per l’età, il
colesterolo totale, il colesterolo ad alta densità, il fumo, la pressione sistolica, che viene
espresso in percentuale: più basso è il valore in percentuale più bassa è la probabilità di un
evento cardiovascolare; al contrario più è alto il punteggio più è alta la probabilità di un evento
cardiovascolare.

