Novità dal mondo scientifico
Gennaio 2012
Nel 7,6% della popolazione generale una cefalea che esordisce o è presente già al risveglio è
spesso correlata a numerosi disturbi quali la depressione, l';emicrania, la sindrome delle gambe
senza riposo*, l'ipertensione, disturbi muscolari scheletrici, l'uso di ansiolitici, altri disturbi
del sonno diversi da quelli della Sindrome delle Apnee Notturne (SAN)**.
Solitamente il mal di testa mattutino viene frequentemente messo in relazione alla SAN.
Tuttavia questa associazione è conflittuale dal momento che, come dimostrato in precedenti studi,
il russare*** viene considerato di per sé un importante problema di salute, in relazione alla
sonnolenza diurna condizionando l'attività lavorativa e/o sociale, all'influenza su alcune malattie
come l'ipertensione, patologie cardiache, polmonari e neurologiche determinando un impatto
fortemente negativo sulla qualità di vita.
Questo recente ed interessante studio, condotto da ricercatori di Taiwan, si è posto
l'obiettivo di investigare in coloro che abitualmente russano la frequenza della cefalea mattutina,
i fattori che la determinano (fattori predittivi) e l'impatto sulla qualità di vita [
Cephalalgia 2011, 31(7):829-836].
Venivano individuati 268 soggetti di età media 44 anni (range 18-76 anni), 178 maschi e 90
femmine; a 184 (68,7%) soggetti veniva diagnosticata una SAN, a 116 (43,3%) un'insonnia, a 58
(21,6%) un'emicrania e a 33 (12,3%) un disturbo delle gambe senza riposo durante il sonno.
Il 23,5% (63 soggetti) manifestava una cefalea al risveglio, le cui caratteristiche vengono
illustrate nella tabella, in cui si evidenzia che le principali sono la sede temporale, un dolore
sordo (fastidioso), l'intensità media, la durata di 4 ore, la presenza di nausea e l'aggravamento
con l'attività fisica.
Dei 184 russatori con SAN il 27,2% manifestava una cefalea al mattino maggiore rispetto a
coloro senza SAN 15,5%. Il profilo della cefalea presentava i criteri diagnostici dell'emicrania
nel 19% (12/63) dei soggetti.
L'impatto della qualità di vita nei soggetti con cefalea mattutina, misurato con l'apposita
scala SF-36****, mostrava un punteggio significativamente più basso rispetto a quello dei soggetti
senza cefalea al risveglio, per i tutti domini esaminati, in particolar modo riguardanti l'attività
fisica, le attività sociali e il dolore fisico, confermando un scarso impatto di qualità di vita.
Il grafico mostra i principali fattori predittivi di una cefalea mattutina.
Gli autori concludevano che la cefalea al risveglio è comune in chi russa, si associa ad una
pessima qualità di vita, è più frequente in chi presenta una storia di emicrania, insonnia,
sindrome ansioso-depressiva e presenza di SAN, e può rappresentare anche un indicatore di tali
malattie.
Alcuni consigli
Chi si alza spesso al mattino con il mal di testa, anche se è un soggetto emicranico, non
deve sottovalutare il problema, verificando se si russa durante la notte, controllando la pressione
arteriosa e l'apparato respiratorio per escludere problemi ostruttivi del naso o una SAN
(soprattutto se si è in sovrappeso o obesi) e curando un probabile stato ansioso o depressivo.
*Sindrome delle gambe senza riposo: il bisogno irrefrenabile di
muovere gli arti inferiori per alleviare formicolii, sensazione di brivido, prurito, crampi che
insorgono durante la notte, causa di veglia e mancanza di sonno; le cause sono sconosciute; si
associano spesso alla SAN.
** SAN (Sindrome delle Apnee Notturne): episodi di completa o
parziale o prolungata ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno, con frequenti episodi
di blocco della respirazione (apnea), causando una diminuzione delle quantità di ossigeno e un
aumento dell'anidride carbonica nel sangue e russamento.
*** la scienza che studia il russamento viene chiamata roncopatia
(dal greco ronchos, rumore di chi russa, e patheia, malattia) e si occupa della patologia del
russare e delle malattie ad esso correlate.
**** SF36: questionario articolato in 36 domande che valutano lo
stato di salute mediante otto domini riguardanti l'attività fisica, limitazioni di ruolo dovute
alla salute fisica e allo stato emotivo, dolore fisico, percezione dello stato di salute generale,
vitalità, attività sociali, salute mentale e una singola domanda sul cambiamento nello stato di
salute, con un punteggio da 0 (bassa qualità di vita) a 100 (alta qualità di vita).
Tabella. Profilo clinico di una cefalea mattutina nei russatori
abituali
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Caratteristiche
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% soggetti
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Sede
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19 %
28,6 % 39,7 % 17,5 % |
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Qualità del dolore
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Intensità
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Durata
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Sintomi di accompagnamento
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La cefalea della notte
La relazione tra sonno e mal di testa è stata ben documentata da numerosi studi scientifici:
conosciamo l'importanza di un disturbo del sonno come fattore scatenante una cefalea e delle sue
conseguenze su altre malattie oltre che sulla qualità di vita; così come sappiamo che spesso i due
disturbi possono coesistere in uno stesso individuo, interferendo l'uno con l'altro negativamente;
nonostante ciò l'85% dei soggetti emicranici adotta un sonnellino o il riposo come rimedio per
alleviare un attacco emicranico.
Della cefalea notturna, pur essendo un disturbo spesso citato in letteratura, non se ne
conosce la prevalenza nella popolazione generale; tantomeno la relazione tra i risvegli notturni
dovuti alla cefalea e i possibili fattori che la determinano, oltre ai noti disturbi del sonno.
Questi sono gli obiettivi che si sono posti un gruppo di ricercatori brasiliani
dell'Università di San Paolo [
Cephalalgia 2010, 30(12):1477-1485].
Venivano arruolati 1042 soggetti di età media 42 anni (range 20-80 anni; 55% donne), i quali
venivano sottoposti ad una serie di questionari e scale di valutazione per indagare la
presenza di cefalea notturna e a quali variabili (dati socio demografici, obesità, presenza di
disturbi del sonno, bruxismo, affaticabilità, ansia, depressione, qualità di vita) essa si
associava.
La cefalea notturna era stimata nel 12,9% delle donne e nel 3,2% degli uomini; si
manifestava almeno 1 volta alla settimana nell'8,4% delle donne tra i 50-59 anni e fortemente obese
(12,1% con BMI >30).
I grafici 1 e 2 illustrano in dettaglio la correlazione tra cefalea notturna, disturbi del
sonno e aspetti psichici.
La cefalea veniva in particolar modo messa in relazione all'insonnia, alla sindrome delle
gambe senza riposo (RSL)*, agli incubi e allo stato di ansia (severa nel 30,6%; lieve nel 12,9%;
moderata nel 19,6%).
Mediante particolari calcoli statistici veniva dimostrato che questi stessi fattori come
l'appartenere al sesso femminile, l'età non più giovane e l'obesità rappresentavano un importante
fattore di rischio nel determinare una cefalea notturna.
Interessante il dato che gli autori non trovavano alcuna correlazione con la Sindrome delle
Apnee Notturne (SAN) come spesso ritenuto.
Grafico 1. Frequenza della cefalea notturna in relazione ai diversi disturbi del sonno
Grafico 2. Frequenza della cefalea notturna in relazione ai disturbi psicologici.
Nota dell'autore
Anche se questo studio può avere il limite di non specificare il
tipo della cefalea notturna, potendosi trattare di emicrania o di cefalea di tipo tensivo o
cefalea a grappolo o cefalea ipnica o cefalea attribuita all'apnea notturna o qualunque altro tipo
di cefalea, appare interessante in quanto ci suggerisce l'importanza di alcuni stili di vita per
una buona qualità di vita: un sonno regolare e ristoratore per evitare la stanchezza durante le ore
diurne lavorative o dedicate alla famiglia o allo studio; una buona attività fisica o ricreativa di
divertimento, di distrazione per ridurre lo stress o stati d'ansia; cercare di risolvere situazioni
o problematiche che possano creare depressione.
*Sindrome delle gambe senza riposo: il bisogno irrefrenabile di
muovere gli arti inferiori per alleviare formicolii, sensazione di brivido, prurito, crampi che
insorgono durante la notte, causa di veglia e mancanza di sonno; le cause sono sconosciute; si
associano spesso alla SAN

