Vengono descritti gli esami che “possono” essere utilizzati nella diagnostica delle cefalee:

Tutte queste indagini sono davvero indispensabili nella valutazione dei soggetti con cefalea? Per rispondere al quesito va ricordato che nella grande maggioranza dei casi un’accurata raccolta anamnestica, un esame obiettivo generale e neurologico nella norma sono sufficienti per arrivare ad una diagnosi di cefalea primaria, eliminando la necessità di eseguire accertamenti strumentali, alcuni dei quali anche invasivi.

Riguardo le singole indagini verranno valutate di volta in volta la necessità e l’opportunità di eseguirle, in base alla sintomatologia presentata dal soggetto.

Alcuni segnali di allarme portano necessariamente all’esecuzione, anche in urgenza, di alcuni di questi accertamenti:

  • episodio di cefalea isolato ad esordio acuto o iperacuto
  • esordio tardivo dei sintomi oltre i 50-60 anni
  • modificazioni del quadro sintomatologico abituale
  • alterazioni dello stato di coscienza
  • traumi cranici recenti, soprattutto in pazienti anziani
  • presenza di fattori di scatenamento quali sforzi fisici, attività sessuale, tosse e alvo
  • crisi convulsive
  • deficit neurologici focali, incluse le aure prolungate ed in particolare le monosintomatiche

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