Care amiche e cari amici,
comincia un tempo arduo e palpitante di sfide. Il mondo delle cefalee è profondamente cambiato da quando più di 30 anni fa, vi sono entrato, benché già allora l’arrivo dei primi triptani ci spinse a credere che una rivoluzione si stesse compiendo. In realtà, tra errori strategici, limitazioni di uso o di efficacia e inadempienze (se non abusi) gestionali, la montagna partorì un topolino. Dopo decenni asfittici, con poco o nulla a disposizione, se non il miglioramento delle conoscenze fisiopatologiche e cliniche del mal di testa e nuovi e più accurati percorsi formativi dei medici ed educativi dei pazienti, oggi finalmente abbiamo una enormità di opzioni possibili sia nella profilassi che nella terapia di attacco di molte cefalee primarie, l’emicrania su tutte. Abbiamo tuttavia due problemi. Il primo è rendere disponibile l’intero armamentario terapeutico alla più vasta platea possibile e al minor costo possibile per la comunità. Il secondo è farlo senza trascurare il paziente, i suoi bisogni, le sue dinamiche personali e famigliari. Il medico non può essere un semplice prescrittore, ma deve cogliere la straordinaria opportunità che la ricerca farmaceutica gli ha offerto per privilegiare ancora più di prima il rapporto con chi soffre e che non solo di un farmaco o di un presidio ha bisogno. Chi come me conosce le ragioni più vere e profonde che hanno determinato la nascita della nostra Società sa bene che a questa sfida siamo preparati da sempre. Se non temessi di apparire roboante, direi che questa è la nostra mission, perché coincide perfettamente con la ragione che ci ha uniti e che ci ha fatto vivere per più di 20 anni. Amicizia, uguaglianza, solidarietà, sobrietà, cultura del lavoro e del paziente e anche un briciolo di follia ci hanno spinto a credere che si potesse fare scienza – sia essa codificazione sul piano teorico che applicazione su quello pratico – senza sottrarre umanità a tutte le relazioni circolari (e ne sono tante) che sono il fondamento di ogni vero progresso medico. Mi accingo con grande onore a guidarvi per due anni, dopo essere stato per più di 20 uno di voi. E tale mi prefiggo ancora di essere, primo ma tra pari, come si conviene a chi sa bene che, quale “insieme di individui che perseguono obiettivi comuni”, solo “insieme” si migliora, si cresce, si fa del bene a chi soffre e, non ultimo, si lascia un esempio virtuoso a chi ci succede.
Augurando a voi e a me stesso un proficuo lavoro comune, vi aspetto vivi e curiosi a ogni nuova opportunità di relazione che la vita quotidiana ci concederà.
Con affetto,
Gerardo
Dr. Gerardo Casucci
Presidente ANIRCEF 2025-2026